VESTA 2026 chiude con oltre 1.200 visitatori: la Care Economy vale oggi 88 miliardi di euro

VESTA 2026 chiude con oltre 1.200 visitatori: la Care Economy vale oggi 88 miliardi di euro.

VESTA 2026 chiude con numeri importanti e rilancia il ruolo strategico della Care Economy in Italia. Oltre 1.200 visitatori, 80 espositori, più di 60 relatori e circa 30 panel tematici hanno animato l’Auditorium della Tecnica di Roma in una giornata interamente dedicata all’innovazione nei servizi alla persona, al lavoro domestico, alla sanità territoriale, alla silver economy e all’intelligenza artificiale applicata alla cura. Promossa da DOMINA – Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, la terza edizione di VESTA si conferma oggi uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati alla Care Economy, un comparto che, secondo i dati presentati durante l’evento, genera in Italia un valore aggiunto pari a 88,3 miliardi di euro, incidendo per il 4,5% sul PIL nazionale.

Un dato che supera il peso economico della ristorazione e vale quasi il doppio dell’agricoltura italiana.Nel dettaglio, la Care Economy italiana comprende il lavoro domestico, l’assistenza sanitaria e socio-assistenziale, il comparto farmaceutico e i servizi dedicati alla popolazione anziana e fragile. Solo il lavoro domestico sviluppa oggi un valore stimato di 17,1 miliardi di euro, pari allo 0,9% del PIL nazionale.Dal punto di vista territoriale, la Lombardia guida la classifica del “PIL del lavoro domestico” con 3,877 miliardi di euro, seguita dal Lazio con 2,414 miliardi, Emilia-Romagna con 1,433 miliardi e Piemonte con 1,289 miliardi. Particolarmente significativa anche l’incidenza sul PIL regionale: Sardegna (1,3%), Umbria (1,2%), Lazio e Liguria (1,1%) confermano quanto il settore della cura rappresenti ormai una componente strutturale delle economie locali.I dati illustrati durante VESTA hanno inoltre evidenziato l’impatto crescente dell’invecchiamento della popolazione sulla trasformazione del welfare e dei consumi sanitari. Oggi gli over 65 assorbono oltre il 60% della spesa farmaceutica nazionale, generano circa il 49% dei ricoveri ospedalieri e rappresentano oltre il 50% dei contatti con i medici di medicina generale. Le elaborazioni presentate stimano che ben 46,6 miliardi di euro del valore della sanità italiana siano direttamente collegabili alla Care Economy, ai quali si aggiungono ulteriori 8,1 miliardi riconducibili alla produzione farmaceutica destinata prevalentemente alla popolazione anziana.

La manifestazione ha riunito istituzioni, università, imprese, startup, enti bilaterali, associazioni del Terzo Settore, operatori sanitari e protagonisti dell’innovazione tecnologica, creando un luogo di confronto concreto sul futuro dell’assistenza familiare e dei servizi di cura.Grande partecipazione hanno registrato i panel dedicati all’intelligenza artificiale nella cura, all’hospital at home, alla certificazione delle competenze, alla longevità, alla nutrizione, alla non autosufficienza, alla robotica applicata all’assistenza e ai nuovi modelli di welfare integrativo. Particolare interesse ha suscitato anche lo Speed Meeting iniziale, che ha favorito il networking tra aziende, startup, investitori e operatori del settore.“VESTA non è più soltanto un evento: è diventata una piattaforma nazionale permanente di confronto sul futuro della cura”, ha dichiarato Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA – Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico.

“La straordinaria partecipazione registrata dimostra quanto il tema dell’assistenza alle persone sia ormai centrale per il sistema economico e sociale del Paese.”Soddisfazione anche da parte dell’Osservatorio DOMINA, che nel corso della manifestazione ha rilanciato i dati sulla Care Economy, evidenziando come il lavoro domestico, l’assistenza sanitaria, il comparto farmaceutico e i servizi socio-assistenziali costituiscano ormai un’infrastruttura economica essenziale per l’Italia.

VESTA 2026 ha inoltre rappresentato un’importante occasione di incontro tra domanda e offerta di lavoro, con la presenza di agenzie per il lavoro, realtà formative, acceleratori di startup e imprese innovative impegnate nello sviluppo di nuove tecnologie per la casa, la salute e l’assistenza.L’evento si chiude quindi con un bilancio estremamente positivo e con uno sguardo già rivolto al futuro. Gli organizzatori hanno infatti annunciato l’avvio dei lavori per VESTA 2027, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il programma scientifico, rafforzare la presenza internazionale e consolidare il ruolo della manifestazione come punto di riferimento nazionale per il mondo della cura e dell’innovazione sociale.

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