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Vaccino anti Covid, va in scena la discriminazione delle badanti


Vaccino anti Covid, va in scena la discriminazione delle badanti

Gli operatori delle Rsa hanno ricevuto il vaccino anti Covid e da ieri anche i caregiver. Perché le badanti, che fanno lo stesso lavoro, non hanno gli stessi diritti?

Sono iniziate ieri le vaccinazioni anti Covid per i caregiver, cioè i familiari che assistono un loro congiunto malato o disabile. Prima di loro, tutti gli operatori delle Rsa. E le badanti? Le mansioni sono le stesse. Si occupano della cura di persone non autosufficienti, la maggior parte anziani, spesso 24 ore su 24, ma non sono considerate tra le categorie prioritarie.

“È in atto una vera e propria discriminazione”, protesta Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico. “Se non si vaccinano al più presto le badanti, con le varianti del virus in circolazione, a rimetterci saranno gli anziani che si affidano alle loro cure, è una questione di sicurezza e di priorità”, continua Gasparrini.

In Italia le badanti regolari sono poco più di 407mila (elaborazioni Osservatorio Nazionale DOMINA su dati Inps, pubblicate nel Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico). Il 37% si concentra in sole tre regioni, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana: sarebbero sufficienti 150mila vaccini per immunizzarle tutte. Per la provincia di Milano ne basterebbero 32mila, per quella di Roma 30mila. Numeri assolutamente gestibili, se consideriamo che nel Paese si somministrano ogni giorno più di 160mila dosi e che il dato è in costante crescita.