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Quarantena per chi proviene da Romania e Bulgaria, scatta l’allarme badanti


Quarantena per chi proviene da Romania e Bulgaria, scatta l’allarme badanti

Quarantena per chi proviene da Romania e Bulgaria, scatta l’allarme badanti

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha disposto la quarantena per chi abbia soggiornato, negli ultimi 14 giorni, in Romania e Bulgaria: è la prima volta dalla riapertura delle frontiere che due paesi Schenghen vengono esclusi dalla libera circolazione.

Tra gli effetti dell’ordinanza, valida fino al 31 luglio, non si può sottovalutare l’allarme badanti. I Paesi dell’est Europa rappresentano, infatti, il 40,9% di tutti i lavoratori domestici regolari che operano in Italia, più di 347mila (dato ISTAT 2019). Dalla Romania, tra l’altro, proviene la comunità di stranieri più numerosa: il 1 gennaio 2020 erano censiti, nel nostro Paese, più di 1,2 milioni di romeni, quasi un quarto del totale degli stranieri.

Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale DOMINA sul Lavoro Domestico, il 30% della popolazione proveniente dalla Romania è occupato nei servizi alla persona.

I problemi sollevati da questa scelta – afferma Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, sono molti. “La questione più urgente è dove faranno la quarantena le badanti conviventi? Sicuramente non nella casa del datore di lavoro. Le famiglie non hanno obblighi per il soggiorno alternativo e lo Stato deve aprire gli hotel per questi lavoratori che non sanno dove andare a vivere durante la quarantena”. Il momento non è facile: “dall’est Europa – continua Gasparrini – stanno rientrando poche badanti e le famiglie sono alla ricerca di lavoratrici italiane. Registriamo inoltre un aumento preoccupante delle vertenze di lavoro post-lockdown”.

Le badanti dell’Est stanno rinunciando alle ferie per paura della quarantena in Romania, Moldavia o Ucraina e perché, una volta tornate in Italia, dovrebbero sottoporsi a un’ulteriore quarantena.

La  preoccupazione più grande che invita alla prudenza è che queste lavoratrici sono a contatto giornalmente con anziani e persone immunodepresse. Se non venisse preso alcun provvedimento si rischierebbe un nuovo caos, come quello esploso nelle Rsa.

Ordinanza