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Politiche attive per il lavoro, il settore del lavoro domestico auspica confronto col governo


Politiche attive per il lavoro, il settore del lavoro domestico auspica confronto col governo

DOMINA evidenzia i problemi del settore e propone alcune soluzioni concrete: necessaria una riforma fiscale per aiutare le famiglie, far emergere il nero, aumentare il gettito

In un passaggio del suo discorso programmatico Mario Draghi dichiara: “centrali sono le politiche attive del lavoro. Affinché esse siano immediatamente operative è necessario migliorare gli strumenti esistenti”. L’Osservatorio nazionale DOMINA, nel Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico evidenzia i problemi del settore e propone alcune soluzioni concrete per far ripartire un comparto che, come molti altri, sta soffrendo dopo un anno di pandemia e di recessione economica. Tra le questioni più importanti, la forte presenza di lavoratori irregolari (57,6% del totale) solo parzialmente mitigata dall’ultimo provvedimento nazionale di regolarizzazione. E ancora, la spesa delle famiglie: fino a 22mila euro annui per una badante convivente.

 

DOMINA ritiene necessaria e centrale una riforma della politica fiscale. Attualmente solo i datori di lavoro non autosufficienti possono detrarre il 19% dei contributi, per una cifra massima di 399 euro annui e possono operare una deduzione per massimo 453 euro annui. Il gettito fiscale attuale, riferito ai lavoratori regolari, ammonta a 1,5 miliardi di euro. Potenzialmente, se tutti i lavoratori irregolari (1,15 milioni) dovessero essere messi in regola, lo Stato incasserebbe 2,1 miliardi in più ogni anno.

Incentivare le assunzioni alleggerendo il costo del lavoro per le famiglie con deducibilità significative – DOMINA propone la retribuzione deducibile al 15% per le colf e al 30% per le badanti, oltre a contributi deducibili al 100% per entrambe le figure professionali -sarebbe anche un incentivo ad assumere in regola le lavoratrici e i lavoratori domestici. Comporterebbe, inoltre, maggiori tutele per le famiglie e i lavoratori e maggiori entrate per lo Stato.

“Un aspetto positivo che ho notato durante la pandemia”, afferma Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, “è stato il continuo contatto tra Istituzioni e associazioni di categoria a tutti i livelli, anche nel nostro. Il confronto costruttivo, supportato dai dati, è l’unica strada per rilanciare il settore con proposte concrete”. Gasparrini auspica che “anche con il neo-ministro del lavoro Andrea Orlando si possa dialogare e lavorare per realizzare insieme riforme utili ai lavoratori, ai datori di lavoro e al Paese”.