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Lavoro domestico e pandemia. Serve sostegno alle famiglie e a colf, badanti e babysitter


Lavoro domestico e pandemia. Serve sostegno alle famiglie e a colf, badanti e babysitter

Il settore del lavoro domestico è in difficoltà e l’ultimo Dpcm non basta. C’è preoccupazione tra famiglie, lavoratori e operatori del settore, sulle ripercussioni socio-economiche del Dpcm del 3 novembre per il contenimento della diffusione del Covid-19.

Per le zone rosse non si parla di ammortizzatori sociali e sicurezza del lavoro. Eppure, nelle quattro regioni con le misure più restrittive, secondo i dati del Rapporto 2020 sul lavoro domestico dell’Osservatorio Nazionale DOMINA, gli oltre 237mila lavoratori domestici producono un valore aggiunto annuo di 5,54 miliardi di euro.

In Lombardia la cura della casa e l’assistenza domiciliare a bambini e anziani vale 3,7mld; in Piemonte 1,4mld (con quasi 68mila colf e badanti); in Calabria 400 milioni; 40 milioni in Valle d’Aosta.

Molte mansioni del lavoro di assistenza e di cura non permettono il distanziamento sociale richiesto per evitare il diffondersi del virus. Questo alimenta le paure di contagio e ha portato, nella prima ondata del Covid-19, molti lavoratori e famiglie a richiedere la sospensione totale o la riduzione delle ore di erogazione della prestazione lavorativa. Il rischio che la storia si ripeta anche in questo periodo è alto.

Per Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, il decreto non affronta la questione economica. “Qualora la retribuzione dovesse essere sospesa, non è previsto l’utilizzo della cassa integrazione”.

Sugli aiuti alle famiglie Gasparrini chiede al governo un impegno maggiore e propone che “il cosiddetto bonus babysitter, annunciato dal Ministro Bonetti, sia legato al recente Contratto nazionale del lavoro domestico (CCNL) e non concesso solo attraverso lo strumento del libretto famiglia, utile per le prestazioni occasionali”.

I lavoratori che utilizzavano il Libretto Famiglia fino a febbraio 2020 erano meno di 10 mila ogni mese. A marzo 2020 sono stati oltre 66 mila, per arrivare a quasi 186 mila nel mese di a giugno, a seguito del 1° bonus babysitter. Complessivamente, l’importo erogato tramite Libretto Famiglia, in quel periodo, è aumentato di quasi 20 volte dal I semestre 2019 allo stesso periodo 2020, passando da 14 milioni di euro a 269 milioni. Naturalmente, anche l’importo medio per lavoratore è aumentato, in relazione all’aumento delle ore lavorate. Se nel 2019 si era superata solo una volta la soglia dei 300 euro mensili pro-capite, nel mese di 2020 l’importo medio ha raggiunto 566 euro, rimanendo sopra 500 euro anche nei mesi successivi. Continua Gasparrini: “nella tragedia emergenziale, il Governo premi e sostenga anche il lavoro domestico regolare contrattualizzato”.