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Barriere di accesso alla maternità per le lavoratrici domestiche


Barriere di accesso alla maternità per le lavoratrici domestiche

Per le lavoratrici domestiche, esiste una “barriera d’accesso” alla maternità, che rende difficile la conciliazione tra l’essere madre e lavoratrice. A differenza delle altre lavoratrici dipendenti che possono usufruire della maternità senza particolari vincoli, le lavoratrici domestiche devono aver accumulato un numero minimo di contributi. Questo significa che la maternità non è fruibile solo dopo aver maturato una certa anzianità.

“A tutte le donne lavoratrici – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di Domina – devono essere riconosciuti gli stessi diritti di maternità e genitorialità. Conciliare lavoro e famiglia è sempre difficile in Italia, ogni anno molte neo mamme devono rinunciare al lavoro per potersi occupare dei figli. Alle lavoratrici domestiche viene riconosciuta solo la maternità obbligatoria; dopo 3 mesi dal parto possono essere licenziate, non hanno il concedo parentale, né i riposi per allattamento o la malattia del figlio. Dare gli stessi diritti di maternità a queste che donne che si occupano della nostra casa e dei nostri anziani è una questione di giustizia, in linea con il principio di equità tra i settori sancito dalla Convenzione ILO n. 189/2011 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici.”