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Badanti a stretto contatto con anziani e malati: alto il rischio contagio Covid-19


Badanti a stretto contatto con anziani e malati: alto il rischio contagio Covid-19

Associazioni datoriali e sindacati dei lavoratori chiedono al ministro della Salute “l’esplicito inserimento dei lavoratori domestici nella prima categoria dei soggetti cui sarà somministrato il vaccino”

Due donne anziane sono state contagiate dalla propria colf, a Eboli, e una delle due è morta. I lavoratori domestici operano a strettissimo contatto con le persone più vulnerabili e perciò dovrebbero essere una delle categorie a ricevere per prime il vaccino anti Covid.

La denuncia arriva da tutte le parti sociali del settore (Fisascat, CGIL Filcams, UILTuCS, Federcolf, Fidaldo e DOMINA). In un avviso comune al ministro della Salute Roberto Speranza le associazioni datoriali e i sindacati dei lavoratori chiedono “l’esplicito inserimento dei lavoratori domestici addetti alla cura domiciliare di anziani, bambini e persone fragili, nella prima categoria dei soggetti cui sarà somministrato il vaccino, al pari degli operatori socio-sanitari”.

Il Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico, curato dall’Osservatorio DOMINA, dà l’idea delle dimensioni della questione. Nel 2019 le badanti regolari in Italia erano 407mila, in costante aumento dal 2012 (+11,5%), anche se occorre tener presente che il tasso di irregolarità sfiora il 60%. Gli stranieri prevalgono nettamente, ma hanno registrato un lieve e costante calo dal 2012, passando da 319mila a 302mila (-5,2%). I lavoratori domestici italiani, al contrario, sono più che raddoppiati: da 47mila a 105mila (+125,8%).

Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, commenta così la denuncia delle parti sociali. “Badanti e baby sitter per tipologia di mansioni e per fattori di rischio devono essere equiparate, come di desume dagli stessi indirizzi dell’Oms, agli operatori socio-sanitari. È l’unico modo che abbiamo per tutelare i lavoratori e i loro assistiti”.