Coronavirus, il Lazio apre all’indennità per colf e badanti.

Dopo la Sardegna, anche la regione Lazio apre agli ammortizzatori sociali per i lavoratori domestici. In attesa dei provvedimenti del Governo a favore del settore del lavoro domestico, la regione Lazio avvia i contributi straordinari per colf e badanti.

Qual è l’importo del contributo e quali sono i requisiti per richiederlo?

Per i lavoratori domestici sono previste due tipologie di contributi:

  • contributo una tantum di 600 € (nel caso di almeno un impiego contrattualizzato per oltre 25 ore/mese);
  • contributo una tantum di 300 € (nel caso di almeno un impiego contrattualizzato fino a 25 ore/mese).

Le indennità per colf e badanti sono destinate ai lavoratori che hanno subito una sospensione o una cessazione dell’attività lavorativa a causa dell’emergenza Covid-19. I lavoratori domestici, per richiedere il contributo, dovranno avere almeno un contratto attivo alla data del 23 febbraio 2020.

In caso di cessazione il lavoratore domestico dovrà allegare alla domanda di richiesta del Bonus la comunicazione di cessazione all’INPS. Per sospensione si intende invece l’aspettativa senza retribuzione. In questo caso dovrà essere allegata alla domanda di Bonus l’autocertificazione (ai sensi del DPR 445/2000) resa da parte della stessa persona che si candida (oppure una autocertificazione da parte del datore di lavoro domestico che sospende il servizio). Per la documentazione necessaria all’inoltro delle domande telematiche potete consultare il riepilogo delle informazioni e degli allegati richiesti dalla regione Lazio.

Questa azione di supporto rientra all’interno di un avviso multimisura della regione Lazio che prevede contributi economici a sostegno dei lavoratori più svantaggiati e persone in condizioni di difficoltà economica.

Il Piano della regione prevede una rafforzamento delle attività di informatizzazione, attraverso una piattaforma per l’inoltro delle candidature online. Questa procedura servirà per semplificare le comunicazioni e rendere più rapida l’erogazione dei contributi anche a chi risiede in zone periferiche del Lazio. Le domande per la richiesta dell’indennità per colf e badanti potranno essere inviate telematicamente a partire dal 5 maggio sulla piattaforma generazioneemergenza.laziodisco.it

Per dubbi sulla gestione del rapporto di lavoro domestico durante l’epidemia da Covid19 vi invitiamo a visitare la pagina FAQ sul nostro sito. Vi ricordiamo che la Cas.Sa.Colf ha attivato nuove prestazioni per i lavoratori domestici legati all’emergenza sanitaria che sta vivendo il nostro paese.

COVID-19, LE PARTI SOCIALI POTENZIANO LA CASSACOLF PER SOSTENERE IL LAVORO DOMESTICO

Per fronteggiare gli effetti della pandemia, in attesa del varo del prossimo Decreto Legge con misure a supporto degli 860mila lavoratori domestici regolari del comparto, scende in campo la bilateralità. Le Parti Sociali firmatarie della contrattazione nazionale di settore, hanno convenuto di rispondere ai numerosi bisogni del comparto stanziando 6 milioni di Euro erogando prestazioni sanitarie integrative legate all’emergenza Covid-19 attraverso la cassa di assistenza sanitaria integrativa di settore CAS.SA.COLF, con decorrenza dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020.

Art. 1 – PRESTAZIONI PER I POSITIVI AL COVID-19

La CAS.SA.COLF provvede a corrispondere ai dipendenti iscritti:

  • Indennità giornaliera in caso di ricovero
  • Indennità giornaliera in caso di convalescenza
  • Indennità per figli a carico
  • Rimborso per materiale sanitario riabilitativo
  • Rimborso per visite domiciliari

Di seguito le specifiche per singole prestazioni.

In collaborazione con UniSalute, in caso di ricovero con pernottamento in strutture ospedaliere, si riconosce al lavoratore iscritto la corresponsione di un’indennità di € 40,00 per ogni notte di ricovero per un periodo non superiore a 50 giorni annui (1.1.).

La CAS.SA.COLF, in collaborazione con UniSalute, secondo le prescrizioni dei sanitari, qualora si renda necessario un periodo di isolamento domiciliare, eroga al lavoratore un’indennità di € 40,00 al giorno per un periodo non superiore a 14 giorni annui.  La diaria giornaliera per isolamento domiciliare sarà corrisposta se l’iscritto non ha subito un ricovero (1.2.).

In aggiunta al punto 1.1. e al punto 1.2.,  la CAS.SA.COLF, , riconosce una diaria giornaliera di € 40 per un periodo non superiore a 14 giorni annui, per i lavoratori che abbiano almeno un figlio minorenne anagraficamente convivente risultante dallo stato di famiglia.

La CAS.SA.COLF, rimborsa tutti i materiali sanitari utilizzati per il periodo di cura domiciliare (farmaci, bombole di ossigeno e saturimetro), a seguito di presentazione di apposita documentazione che comprova l’acquisto del materiale e la prescrizione del medico curante (1.4.). La disponibilità una tantum questa  garanzia è di € 200,00 per iscritto.

In caso di visite domiciliari o extradomiciliari da parte di personale medico o infermieristico per interventi resi necessari per contrastare l’epidemia, la CAS.SA.COLF riconosce al lavoratore, in aggiunta alla prestazione delle visite specialistiche di cui all’art.7.4., un rimborso entro il limite complessivo di 100,00 euro annui sia erogate dal servizio sanitario nazionale che da privati (1.5.).

Quali documenti medici servono per la richiesta dell’articolo 1?

Per l’attivazione delle garanzie è necessario il referto del tampone che attesti la positività al virus COVID-19, rilasciato dalle Autorità competenti e la dichiarazione sostitutiva dello stato di famiglia (Allegato A) solo per la prestazione Art.1.3. e il modulo richiesta prestazioni covid-19 (Allegato B) compilato nei campi per i quali si intende richiedere la prestazione.

Art. 2 – PRESTAZIONI DI PREVENZIONE PER SOSPETTO COVID-19

Nel caso in cui al lavoratore venga assegnato un provvedimento (certificato medico) per un periodo di quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare, viene riconosciuta una diaria di € 40 al giorno fino ad un massimo di 14 giorni annui (2.1.).

Quali documenti medici servono per la richiesta dell’articolo 2?

Per avere diritto alla prestazione, il lavoratore dovrà inviare a CAS.SA.COLF il certificato con gli estremi del provvedimento e il modulo richiesta prestazioni covid-19 (Allegato B) compilato nei campi per i quali si intende richiedere la prestazione.

Art. 3 – PRESTAZIONI DI GENITORIALITÁ

Aggiunte prestazioni dedicate a lavoratrici madri per situazioni di disagio dovute all’emergenza COVID-19.

La CAS.SA.COLF, rimborsa fino a € 200,00 una tantum per:

  • le spese sostenute per finalità di istruzione, scolastica o per servizi di baby sitting, per figli a carico o conviventi, fino al compimento del quinto anno di età, iscritti all’asilo o alla scuola dell’infanzia, o ospitati da centri diurni a carattere assistenziale (1.);
  • le spese per l’assistenza domiciliare ai figli a carico o conviventi, che siano in condizione di non autosufficienza, fino al compimento del diciottesimo anno di età (2.);
  • per bonus spesa, e cioè, fornitura di prodotti alimentari ovvero rimborso delle spese sostenute per le necessità di alimentare i figli fino al compimento del diciottesimo anno di età a carico o conviventi (3.).

Queste prestazioni (3.1., 3.2. e 3.3.) sono cumulabili fino ad arrivare alla concorrenza del massimale di € 200,00 complessivi.

Quali documenti medici servono per la richiesta dell’articolo 3?

Per avere diritto alle prestazioni, il lavoratore dovrà inviare a CASSACOLF la dichiarazione sostitutiva dello stato di famiglia (Allegato A) e il modulo richiesta prestazioni covid-19 (Allegato B).

PRESTAZIONI PSICOLOGICHE – PSICOTERAPEUTICHE E VIDEOCONSULTO MEDICO

La CAS.SA.COLF, ha previsto anche un rimborso fino a € 400,00 per la frequentazione di sedute presso uno studio psicologico o presso uno studio psicoterapeutico (Art.4, allegato B, allegato C). Inoltre, considerata la sospensione di gran parte delle visite specialistiche presso le unità sanitarie locali e la chiusura di molti poliambulatori sul territorio, UniSalute ha lanciato il nuovo servizio di video consulto specialistico nelle varie discipline mediche (Art.5).

CONTRIBUTI PER ACCESSO ALLE PRESTAZIONI

Al fine di favorire l’accesso alle prestazioni, la CAS.SA.COLF, in deroga al regolamento attuale, richiede la presentazione di almeno 2 trimestri di contribuzione, la cui somma non deve essere inferiore ad € 8. Essendo stato sospeso il pagamento dei contributi di assistenza contrattuale, verranno accettati i trimestri precedenti (saranno presi a riferimento il 3° ed il 4° trimestre 2019 mediante verifica dei MAV).

Come richiedere le prestazioni?

I lavoratori iscritti alla CAS.SA.COLF, per richiedere le prestazioni, dovranno effettuare le comunicazioni alla stessa solo tramite e-mail all’indirizzo pratichecovid@cassacolf.it per informazioni sarà possibile contattare il numero verde 800 1000 26. La richiesta, corredata dalla documentazione prevista, deve essere inviata dal Lavoratore iscritto entro 12 mesi dalla conclusione dell’evento a pena di decadenza. Il pagamento delle prestazioni avverrà solo ed esclusivamente attraverso accredito (bonifico) su c/c bancario, postale o carta ricaricabile intestato al richiedente.

“Per maggiori dettagli vi invitiamo a scaricare l’infografica con le prestazioni, a leggere il documento completo dell’integrazione al regolamento CAS.SA.COLF 2020 cliccando sull’anteprima che trovate nella pagina e a prendere visione della modulistica (allegato Aallegato Ballegato C).

prestazioni-covid19-cassacolf-lavoro-domestico
Integrazione-REG-CASSACOLF-Appendice-COVID19

ll lavoro domestico durante l’emergenza da COVID-19

L’Ufficio Ilo per l’Italia e San Marino ha pubblicato “Il lavoro domestico durante l’emergenza da COVID-19”. L’Ilo (Organizzazione Internazionale del Lavoro) è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne.
I principali obiettivi dell’agenzia sono: promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro.
Il Policy Brief, pubblicato lo scorso 6 aprile, fornisce una breve panoramica del lavoro domestico in Italia. Nel nostro Paese i lavoratori domestici rappresentano l’8% della forza lavoro e, assunti dalle famiglie, si occupano della cura della casa e della persona. Il documento affronta poi il delicato tema delle opzioni per le politiche sul lavoro domestico nell’emergenza da COVID-19. In questa sezione sono riportate le misure di politica del lavoro previste dalla legislazione sull’emergenza e una breve guida che tocca i temi della prevenzione, della formazione, della salute e della sicurezza. Il testo descrive anche le principali misure di protezione sociale per il supporto al reddito da lavoro domestico messe in campo da 4 Paesi europei:  Belgio, Francia, Germania e Spagna.

Di seguito vi riportiamo l’indice del Policy Brief “Il lavoro domestico durante l’emergenza da COVID-19”:

  1. Una breve panoramica del lavoro domestico in Italia.
  2. Opzioni per le politiche sul lavoro domestico nell’emergenza da COVID-19.
  3. Le misure di protezione sociale per il supporto al reddito da lavoro domestico adottate da altri paesi europei durante l’emergenza da COVID-19.
  4. Risorse principali.

Potete scaricare il documento in formato pdf cliccando sull’anteprima che trovate qui sotto.

Lavoro domestico e Coronavirus, la Sardegna apre all’indennità per colf e badanti.

Lavoro domestico e Coronavirus, la Sardegna apre all’indennità per colf e badanti.

Il 26 marzo 2020 a Cagliari sono stati definiti gli interventi regionali integrativi e le modalità applicative in Sardegna degli ammortizzatori sociali in deroga per affrontare l’emergenza sanitaria, economica e sociale causata dall’epidemia da Coronavirus. “Siamo contenti di apprendere – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA – che tra le misure integrative è prevista una indennità per colf e badanti la cui attività lavorativa è stata sospesa”. La Regione Autonoma della Sardegna, attraverso l’Assessorato Regionale del Lavoro e l’Agenzia Regionale del Lavoro (ASPAL), istituirà, per i lavoratori domestici che abbiano avuto sospesa senza retribuzione la propria prestazione, un contributo una tantum a domanda individuale nella misura di 600 Euro. L’importo sarà proporzionalmente ridotto in base alle ore di lavoro previste contrattualmente e da essi non prestate nel mese di marzo, con ragguaglio a una misura intera in questo caso convenzionalmente rapportata ad un orario standard di 40 ore settimanali.
L’Accordo quadro cita anche i lavoratori pagati con i voucher. Per i collaboratori familiari retribuiti con il sistema dei voucher, si farà riferimento al mancato utilizzo degli stessi nel mese di marzo in comparazione all’uso medio fatto nel trimestre precedente, per autorizzare l’erogazione di un’indennità di importo proporzionato, nel limite massimo di 600 Euro, convenzionalmente ad un orario standard di 40 ore settimanali.
“Questa indennità  – prosegue Gasparrini – consentirà a datori e lavoratori domestici di non essere ulteriormente gravati nei propri risparmi in questo periodo di crisi. Ci auguriamo che questa misura rappresenti una ulteriore spinta per il  Governo all’immediata revisione dei testi normativi che abbiamo chiesto attraverso un Avviso comune nei giorni scorsi. È necessario includere i lavoratori domestici e i datori tra i destinatari dei sostegni al reddito”.
Ricordiamo a tutti gli operatori del settore del lavoro domestico che l’Associazione DOMINA ha redatto un Vademecum per facilitare il più possibile la gestione dei rapporti di lavoro. Inoltre, nel sito è disponibile la sezione Lavoro domestico e Coronavirus, DOMINA risponde. Qui abbiamo dato risposta ai dubbi e alle  domande più frequenti delle famiglie e dei lavoratori domestici.

COVID-19, DOMINA incontra il Ministro Elena Bonetti

COVID-19 e lavoro domestico, programmato incontro con il Ministro Bonetti

Incontro tra il Ministro Elena Bonetti con sindacati e associazioni datoriali: colf e badanti siano tra i destinatari del sostegno al reddito previsto dal DL “Cura Italia”.

Roma, 26 marzo 2020 – Si registra positivamente il confronto sulla situazione del lavoro domestico che avverrà domani tra il Ministro delle pari opportunità e famiglia Elena Bonetti e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf e dalle associazioni datoriali di settore DOMINA e Fidaldo – tutte firmatarie del contratto collettivo nazionale del lavoro domestico.
Ringraziamo il Ministro Bonetti per l’attenzione e la sensibilità nel raccogliere immediatamente l’appello formulato con l’Avviso Comune trasmessa al Presidente del Consiglio Conte, ai dicasteri interessati e all’Ilo, –  commenta il segretario generale di DOMINA – all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ultimo DL Cura Italia”.
Non sappiamo ancora per quanto le famiglie potranno continuare a retribuire con i loro risparmi i lavoratori domestici che hanno sospeso il rapporto di lavoro.
L’apertura ai lavoratori domestici colf e badanti a qualsiasi forma di integrazione al reddito è inderogabile per evitare che oltre 2 milioni di lavoratori perdano il lavoro nel prossimo mese”.
Il settore produce circa l’1,3% del PIL (18,96 miliardi di euro di Valore Aggiunto) e consente allo Stato di risparmiare “6,7 miliardi” per la cura e il ricovero degli anziani in struttura, costi sostenuti dalle famiglie italiane per complessivi 7,3 miliardi di euro all’anno tra retribuzioni, tfr e contributi.

Coronavirus, il lavoro domestico va incluso negli ammortizzatori sociali

“Il Governo riveda la scelta di escludere il lavoro domestico dagli ammortizzatori sociali in questo momento di emergenza nazionale” – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA. “Laddove siano confermate le indiscrezioni di questi giorni, si esprime tutto il nostro dissenso. Considerato lo sforamento del debito e le risorse emergenziali messe in campo per tutti, non crediamo che questo sia il momento per continuare ad escludere la categoria da un sostegno al reddito relegando i datori di lavoro e i lavoratori domestici (circa 3,5 mln in totale) ad una categoria di rango inferiore rispetto alle altre. La scelta è incostituzionale in piena violazione dei Diritti dell’Uomo”.

L’Associazione DOMINA sta chiedendo ai datori di lavoro domestico di sospendere i rapporti di lavoro non necessari. Se possibile poi si chiede alle famiglie di non lasciare senza reddito i lavoratori domestici per senso di responsabilità e solidarietà. I lavoratori domestici si stanno prendendo cura dei nostri cari che non possiamo raggiungere. Molti lavoratori stanno perdendo oltre la retribuzione anche l’alloggio, altri stanno lasciando l’Italia perché impauriti e senza soldi, le baby-sitter non vogliono andare a casa dei datori.

Tutto il lavoro nero (circa 1,2 mln di lavoratori) è sospeso perché non certificabile. “Rinnoviamo la nostra fiducia nel Governo nel suo operato di questi giorni – continua Lorenzo Gasparrini – ma non crediamo che sia il momento di risparmiare proprio sul lavoro domestico. In caso contrario, continueremo a supportare datori di lavoro domestico e lavoratori per quello che possiamo e saremo costretti ad impugnare con urgenza tutti i provvedimenti in questione”.

“Il Governo riveda la scelta di escludere il lavoro domestico dagli ammortizzatori sociali in questo momento di emergenza nazionale” – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA. “Laddove siano confermate le indiscrezioni di questi giorni, si esprime tutto il nostro dissenso. Considerato lo sforamento del debito e le risorse emergenziali messe in campo per tutti, non crediamo che questo sia il momento per continuare ad escludere la categoria da un sostegno al reddito relegando i datori di lavoro e i lavoratori domestici (circa 3,5 mln in totale) ad una categoria di rango inferiore rispetto alle altre. La scelta è incostituzionale in piena violazione dei Diritti dell’Uomo”.

L’Associazione DOMINA sta chiedendo ai datori di lavoro domestico di sospendere i rapporti di lavoro non necessari. Se possibile poi si chiede alle famiglie di non lasciare senza reddito i lavoratori domestici per senso di responsabilità e solidarietà. I lavoratori domestici si stanno prendendo cura dei nostri cari che non possiamo raggiungere. Molti lavoratori stanno perdendo oltre la retribuzione anche l’alloggio, altri stanno lasciando l’Italia perché impauriti e senza soldi, le baby-sitter non vogliono andare a casa dei datori.

Tutto il lavoro nero (circa 1,2 mln di lavoratori) è sospeso perché non certificabile. “Rinnoviamo la nostra fiducia nel Governo nel suo operato di questi giorni – continua Lorenzo Gasparrini – ma non crediamo che sia il momento di risparmiare proprio sul lavoro domestico. In caso contrario, continueremo a supportare datori di lavoro domestico e lavoratori per quello che possiamo e saremo costretti ad impugnare con urgenza tutti i provvedimenti in questione”.

Non dimenticatevi del lavoro domestico

DOMINA si unisce all’appello della CGIL, CILS e Uil: “Non escludete il lavoro domestico dai provvedimenti. Questa situazione di emergenza sta creando ad oltre 2 milioni di colf, badanti e datori di lavoro domestico una grande situazione di difficoltà” –  afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA: “le prestazioni lavorative, se non necessarie vengono sospese in questi giorni ma abbiamo bisogno di non essere esclusi dai provvedimenti di sostegno al reddito”.

“Dobbiamo evitare un grave pregiudizio del reddito per le lavoratrici e i lavoratori domestici, che stanno addirittura perdendo l’alloggio, e per i datori di lavoro domestico che invece, per senso di responsabilità e solidarietà, laddove sia possibile, continuano a pagare le retribuzioni delle loro lavoratrici nonostante la sospensione”. DOMINA – Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico si unisce così all’appello e aggiunge: “Chiediamo che i datori di lavoro domestico siano inseriti tra i destinatari delle misure che verranno varate come sostegno al reddito e che i lavoratori domestici siano esplicitamente inclusi tra i beneficiari della cassa integrazione in deroga prevista dal decreto legge di prossima emanazione”.

Sospendere i rapporti di lavoro per ridurre il contagio

DOMINA, Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico, fa appello al senso di responsabilità di tutte le famiglie datori di lavoro domestico, chiedendo loro di sospendere il rapporto di lavoro domestico se non strettamente necessario, ma di continuare a provvedere al pagamento delle retribuzioni mensili dei propri lavoratori poiché si rischierebbe il collasso economico di famiglie che si basano solo su quelle entrate.

“Anche noi datori di lavoro domestico dobbiamo fare la nostra parte – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario generale di DOMINA – contribuendo a non creare un disordine pubblico durante questa emergenza nazionale. Facciamo appello alle Istituzioni di inserire nei provvedimenti economici che seguiranno, anche i rimborsi alle famiglie datori di lavoro domestico che non hanno licenziato oltre due milioni di lavoratori domestici” continua “vivendo questi giorni con responsabilità civica.

Nella storia italiana, il lavoro domestico, silenziosamente, ha sempre manifestato grande solidarietà tra datori e lavoratori. Oggi, tutti noi siamo chiamati a non lasciare nessuno da solo”.

Il salario minimo nel lavoro domestico

Il salario minimo nel lavoro domestico

“Introdurre il salario minimo per colf e badanti a 9 euro l’ora, una delle ipotesi sul tavolo del Ministro del lavoro, non è una strada percorribile”. Lo afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA (Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico), commentando l’analisi sull’impatto dell’assistenza familiare sul bilancio di un pensionato o di una famiglia tipo alla condizione attuale e con l’introduzione del salario minimo.

Una badante a tempo indeterminato che lavora 25 ore la settimana, costa attualmente 10.312 Euro all’anno. Con l’introduzione del salario minimo la cifra lieviterebbe a 14.654 euro. Lorenzo Gasparrini è lapidario: “L’introduzione del salario minimo per i lavoratori domestici comporterebbe un aumento del lavoro nero”.

Il costo di un assistente familiare impegnato 54 ore la settimana, passerebbe da 14.854 euro a 32.152. L’introduzione del salario minimo di fatto aumenterebbe i costi del 42% nei casi di utilizzo solo per poche ore e raddoppierebbe per l’assistenza prolungata. DOMINA stima che la percentuale di anziani che si potrebbero permettere tali spese con la sola pensione scenderebbe dal 17,8 al 9,7% nel primo caso e dal 9,5 al 1,7% nel secondo”.

Ridurre il costo del lavoro domestico per far emergere il nero

Ridurre il costo del lavoro per far emergere il nero: il caso di colf e badanti

 

Lavoro domestico, le opinioni concordi di Pasquale Tridico (Inps) e Lorenzo Gasparrini (Domina) sulle norme della Finanziaria che ridurranno il cuneo fiscale

La riduzione del costo del lavoro può trasformarsi in un vantaggio per le casse dello Stato, perché può contribuire a far emergere una parte del lavoro nero, anche di quello domestico. Lo afferma il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in occasione di un’audizione alla commissione Finanze del Senato sul tema della riduzione del cuneo fiscale introdotto nell’ultima Finanziaria e che entrerà a regime nel 2021. Tridico cita proprio il caso del lavoro domestico nel quale, dichiara, “si avrà un effetto molto positivo per coloro che stanno sulla soglia degli 8.175 Euro, con una spinta verso l’emersione” e per quelli che stanno appena sotto la soglia, perché si registrerà “una tendenza a dichiarare un po’ di più”, ha aggiunto.

 

Il lavoro domestico in Italia è uno dei settori nei quali il lavoro nero incide in modo significativo: su 2 milioni di colf e badanti stimati nel nostro Paese, solo 859mila hanno un regolare contratto (fonte Inps). Gli irregolari sono circa 1,2 milioni, più del 58% del totale e una parte di questi non ha nemmeno il permesso di soggiorno.

Le organizzazioni dei datori di lavoro domestico concordano con le valutazioni del presidente dell’Inps. Gli oneri contributivi a carico delle famiglie costituiscono l’ostacolo più rilevante all’emersione del lavoro nero: una riduzione di tale peso fiscale, assieme a una maggiore deducibilità della retribuzione di colf e badanti, è una delle proposte contenute nel primo Rapporto annuale sul lavoro domestico, pubblicato da DOMINA, Osservatorio nazionale sul lavoro domestico.

Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina, afferma che “il riconoscimento dei costi sostenuti dalle famiglie da parte dello Stato è troppo limitato. Per poter fare emergere questi lavoratori è necessario adottare politiche che alleggeriscano il carico fiscale delle famiglie, riducendo il divario tra il costo di un lavoratore regolare e di uno irregolare”.