Dati lavoratori domestici – Analisi Osservatorio DOMINA

La regolarizzazione 2020 vale 160 milioni di Euro

849 mila domestici regolari. Secondo i dati INPS 2019, i lavoratori domestici regolari sono in lieve calo rispetto al 2018 (-1,8%). Dal 2012 (anno dell’ultima regolarizzazione), si è registrata una perdita netta di 165 mila unità (-16,3%). Distinguendo per tipologia di mansione, si registra una modesta prevalenza di Collaboratori familiari (Colf, 52%) sugli Assistenti familiari (Badanti, 48%). In realtà negli ultimi anni sono costantemente aumentate le badanti (+11,5% dal 2012) e diminuite le colf (-32,1%).

1,2 milioni non in regola (in totale 2 milioni). In realtà, da fonti Istat sappiamo che il tasso di irregolarità nel settore domestico è del 58,3%[1], per cui la componente registrata all’Inps rappresenta meno della metà del totale. Complessivamente, il numero di lavoratori domestici è dunque sostanzialmente stabile intorno ai 2 milioni di unità.

Aumentano le badanti italiane. Tra gli assistenti familiari (badanti), gli stranieri hanno registrato un lieve ma costante calo dal 2012 (-5,2%), mentre gli italiani invece sono più che raddoppiati (+125,8%). Anche tra i collaboratori domestici, gli stranieri hanno registrato un netto calo dal 2012 al 2019 (-41,7%), mentre gli italiani sono pressoché invariati (+1,4%).

Sebbene gli stranieri siano ancora in netta maggioranza (70,3%), otto anni fa questa percentuale era nettamente maggiore (81,1%): mentre gli stranieri sono diminuiti (soprattutto tra i collaboratori domestici), gli italiani sono aumentati (prevalentemente tra gli assistenti familiari).

Per l’analisi intera, completa di grafici e tabelle, inviare una e-mail a osservatorio@associazionedomina.it

9 moduli formativi per combattere il Covid-19 in ambito domestico

Sicurezza in prima linea nel lavoro domestico.

Gli enti bilaterali del lavoro domestico tornano in campo per favorire la sicurezza di lavoratori domestici e assistiti. In un lavoro dove il distanziamento sociale non è sempre possibile servono regole chiare e suggerimenti per arginare il contagio.

Ebincolf e Cas.Sa.Colf, insieme a Medici Senza Frontiere, hanno progettato nove moduli formativi sui comportamenti da adottare durante la pandemia quando in casa ci sono persone fragili come anziani o bambini. I moduli di formazione spiegano in modo chiaro ciò che un lavoratore domestico, badanti in primis, devono sapere per tutelare la propria salute e quella della persona assistita.

I moduli dedicati al lavoro domestico rappresentano un vero e proprio vademecum per rendere sicuro il luogo di lavoro. L’esperienza di Medici Senza Frontiere nella gestione di epidemie complesse come ebola e colera ha portato allo sviluppo di moduli formativi di alto livello partendo da conoscenze in campo internazionale.

Medici Senza Frontiere è una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) e una ONG* (Organizzazione non governativa) che interviene in tutte le emergenze umanitarie. Medici, infettivologi e infermieri stanno lottando per fermare la pandemia da COVID-19 in oltre 70 paesi del mondo. Da quasi 50 anni la missione di MSF è portare cure mediche e fare informazione ovunque ce ne sia bisogno.

L’elaborazione dei moduli formativi è partita da un’analisi dei soggetti più fragili e dei loro bisogni. Le assistenti familiari, soprattutto quelle senza regolare contratto, sono una categoria ad alto rischio di contagio poiché con scarso accesso a salute e informazioni corrette.

I moduli possono essere scaricati gratuitamente. Consigliamo a tutte le famiglie datori di lavoro domestico di leggerli e di condividerli con i propri lavoratori domestici (badanti, colf, baby-sitter).

Versione italiana

English version

Procedura di emersione del lavoro domestico

Regolarizzare colf e badanti con la sanatoria 2020

Per i datori di lavoro domestico italiani o stranieri, con il decreto Rilancio art. 103 del decreto legge 19 maggio 2020, n.34 è prevista la possibilità:

  • di sottoscrivere un nuovo rapporto di lavoro subordinato,
  • di dichiararne uno irregolarmente instaurato con cittadini italiani o stranieri presenti sul territorio nazionale prima dell’8 marzo 2020.

 

La presenza dei lavoratori domestici prima dell’8 marzo dovrà essere verificabile attraverso almeno una delle seguenti modalità:

  • i rilievi fotodattiloscopici,
  • la dichiarazione di presenza di cui alla legge 28 maggio 2007 n. 68,
  • una documentazione di data certa, proveniente da organismi pubblici.

 

Le domande potranno essere presentate dal 1° giugno al 15 luglio presso:

 

Prima della presentazione dell’istanza, i datori di lavoro sono tenuti al pagamento di un contributo di 500 Euro per ciascun lavoratore. Il versamento dovrà essere effettuato utilizzando esclusivamente il modello di pagamento “F24 – REDT 2020” – scaricabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Interno.

In caso di dichiarazione di sussistenza di un rapporto di lavoro è previsto anche il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale.

 

Chi può presentare domanda?

Le istanze potranno essere presentate da:

  • cittadini italiani,
  • cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea,
  • stranieri titolari di permesso di soggiorno UE di lungo periodo.

 

La procedura di emersione potrà essere attivata solo da coloro che hanno un reddito imponibile:

  • non inferiore a 20mila euro in caso di nucleo familiare con una sola persona percettore di reddito,
  • non inferiore a 27mila euro in caso di nucleo familiare composto da più conviventi.

 

I requisiti reddituali non si applicano ai datori di lavoro domestico affetti da patologie o disabilità che ne limitano l’autosufficienza, che presentano l’istanza per un lavoratore domestico straniero addetto alla propria assistenza.

 

Tutte le indicazioni per la procedura di emersione del lavoro domestico sono contenute nella circolare del Ministero dell’Interno e nel manuale INPS Emersione rapporti di lavoro.

 

Chi non può presentare domanda?

Non sono ammessi alla procedura i datori di lavoro che risultano condannati, negli ultimi 5 anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, per:

  • favoreggiamento dell’immigrazione clandestina o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite, nonché per il reato di cui all’0art.600 del codice penale,
  • intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’art. 603-bis del codice penale,
  • reati previsti dall’articolo 22, comma 12, del Testo Unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni.

 

Saranno rifiutate anche le istanze del datore di lavoro che, a seguito di procedure di ingresso di cittadini stranieri per lavoro subordinato o di procedure di emersione dal lavoro irregolare di cittadini stranieri, non ha sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione, o non ha provveduto alla successiva assunzione del lavoratore.

Per la richiesta del permesso di soggiorno temporaneo dei lavoratori domestici introdotta dall’articolo 103 del Decreto Rilancio consigliamo la lettura di Lavoro domestico, come richiedere i permessi di soggiorno temporanei.

Lavoro domestico, come richiedere i permessi di soggiorno temporanei

Il comma 2 dell’art.103 del decreto Rilancio, consente ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale alla data dell’ 8 marzo 2020, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, di richiedere un permesso di soggiorno temporaneo. Il documento sarà valido solo nel territorio nazionale, avrà durata di 6 mesi, convertibile per motivi di lavoro se nel termine della sua durata il cittadino esibisce un contratto di lavoro subordinato o la documentazione comprovante lo svolgimento dell’attività lavorativa nel settore del lavoro domestico.

Le istanze potranno essere presentate dal 1° giugno 2020 al 15 luglio 2020. La domanda deve essere presentata esclusivamente presso gli uffici postali ‘sportello amico’, inoltrando il modulo di richiesta del permesso di soggiorno compilato e sottoscritto dall’interessato. Il costo è fissato in 30,00 Euro.

Prima della presentazione dell’istanza, inoltre, il richiedente dovrà versare un contributo forfettario di 130,00 Euro, utilizzando il modello  F24 (RECT 2020) scaricabile dal sito dell’Agenzia delle entrate.

I documenti per richiedere il permesso di soggiorno temporaneo sono:

  • passaporto o attestato consolare rilasciato dal Paese di origine;
  • documentazione comprovante la presenza sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020;
  • comprovare di aver svolto attività di lavoro nel settore del lavoro domestico.

 

A causa della situazione di emergenza dovuta all’epidemia da Covid-19, fino al 10 giugno compreso, l’accesso agli uffici postali “sportello amico” per le richieste di permesso di soggiorno sarà possibile solo  con  ripartizione per cognome.

Alla consegna del modulo di richiesta del permesso di soggiorno sarà rilasciata una ricevuta con le informazioni per soggiornare in Italia e per svolgere attività lavorativa nel settore del lavoro domestico.
Il cittadino straniero sarà convocato in Questura per valutare l’istanza e per il successivo rilascio del permesso di soggiorno temporaneo.

Per tutte le informazioni sulla procedura di richiesta si consiglia la lettura del decreto interministeriale che disciplina le modalità per la presentazione delle domande di permesso di soggiorno temporaneo.

Per l’emersione dei rapporti di lavoro domestico potete leggere Regolarizzare colf e badanti con la sanatoria 2020.

Incompatibilità bonus colf e badanti

Il bonus colf e badanti è stato attivato con il decreto Rilancio. Il sussidio a tutela dei lavoratori domestici ammonta a 500 Euro mensili e copre i mesi di aprile e maggio. Il contributo spetta a condizione che i lavoratori non siano conviventi con il datore di lavoro ed abbiano un contratto attivo di durata  superiore alle 10 ore settimanali.

Il bonus non è per tutti, le incompatibilità sono molte. Non potranno chiedere il contributo coloro che hanno usufruito delle seguenti misure incluse nel decreto-legge 17 marzo 2020, n.18:

  • indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (art. 27);
  • indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (art. 28);
  • indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (art. 29);
  • indennità lavoratori del settore agricolo (art. 30);
  • indennità lavoratori dello spettacolo (art. 38);
  • reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19 (art. 44).

Il bonus non spetta ai lavoratori domestici che:

  • saranno coinvolti nella procedura di emersione dell’art. 103 del decreto Rilancio,
  • percepiscono le “Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19”,
  • percepiscono il reddito di emergenza (art. 82) o il reddito di cittadinanza nel caso in cui l’ammontare del beneficio sia pari o superiore alla quota delle indennità stesse.

Ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari che ricevono il reddito di cittadinanza, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento è inferiore a 500 Euro, in luogo del versamento dell’indennità si procederà ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennità dovuto in ciascuna mensilità. Infine, l’indennità non spetta ai titolari di pensione, fatta eccezione per l’assegno ordinario di invalidità e i titolari di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico.

Il bonus potrà essere incassato in un’unica soluzione (1000 Euro totali per due mesi) e potrà essere chiesto sul sito Inps o presso gli intermediari autorizzati. Il decreto Rilancio non da dettagli in caso di domestici regolarmente pagati dalle famiglie pur non lavorando nei mesi di quarantena. In linea teorica colf e badanti potrebbero accedere al beneficio anche in questi casi, ulteriori chiarimenti sono attesi in sede di conversione in legge.

Decreto Rilancio, bonus e regolarizzazione per colf e badanti

Nel Decreto Rilancio (art. 85) sono arrivate le tanto attese misure per colf e badanti. Finalmente il Governo ha risposto alle pressioni delle Parti Sociali per includere i lavoratori domestici tra i beneficiari delle iniziative per il sostegno al reddito. Nei mesi scorsi sono state adottate isolate soluzioni a livello regionale, prima la Sardegna e poi il Lazio, per il settore del lavoro domestico, ma mancava un’azione a livello nazionale per far fronte all’emergenza Covid-19. Vi spieghiamo le misure principali consigliando la lettura completa del nuovo Decreto Rilancio.

Bonus colf e badanti Covid-19
Nel decreto “Cura Italia” era stato previsto il bonus baby-sitting. Con il Decreto Rilancio il Governo inserisce misure anche per colf e badanti. Prevista un’indennità per i mesi di aprile e maggio 2020. L’importo del bonus è di 500 Euro per ciascun mese.
Questa indennità è esentasse, poiché non concorre alla formazione del reddito, non è cumulabile con la NASpI, non è cumulabile con le indennità della legge 24 aprile 2020, n. 27 e non spetta a chi percepisce il reddito di emergenza (misura di sostegno al reddito per i nuclei familiari per l’emergenza epidemiologica da COVID-19).

Chi può richiedere il bonus colf badanti?
Possono fare domanda i lavoratori domestici con uno o più contratti di lavoro alla data del 23 febbraio 2020. L’indennità spetterà solo ai lavoratori domestici non conviventi con contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali. Le domande dovranno essere effettuate in via telematica tramite il sito INPS. Sarà l’Istituto di Previdenza stesso ad erogare le somme previste per ciascun lavoratore.

Nel testo del decreto non è specificato se l’indennità è valida per tutti i lavoratori domestici indipendentemente dalla sospensione o riduzione del rapporto di lavoro. Ulteriori chiarimenti saranno dati nei decreti attuativi e nelle note INPS.

Regolarizzazione dei lavoratori domestici
Tra le novità del Decreto Rilancio abbiamo l’introduzione di misure per contenere il lavoro nero (art. 103). Per favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, i datori di lavoro potranno presentare istanza, per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale o per dichiarare l’esistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri.

Queste istanze potranno essere presentate dal primo giugno al 15 luglio 2020 presso l’INPS, lo Sportello Unico per l’immigrazione e la Questura per il rilascio dei permessi di soggiorno.

Consigliamo di guardare il video di Inas Cisl che riassume le informazioni principali per la richiesta del Bonus Colf attiva da oggi 25 maggio sul sito dell’Inps.

Regolarizzazione lavoro domestico, accolta proposta di DOMINA

Regolarizzazione lavoro domestico, accolta la proposta DOMINA

“Il Governo ha accolto la nostra proposta di mettere al centro il lavoro domestico regolare – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico – la regolarizzazione di colf e badanti consentirà tutele e diritti per oltre 1 milione di lavoratori, di cui circa 200 mila senza permesso di soggiorno, e incrementerà gli introiti dello Stato che risparmia già, grazie al settore, 10 miliardi di euro annui”.

Senza l’investimento delle famiglie, la spesa pubblica per l’assistenza degli anziani in strutture raggiungerebbe i 31,3 miliardi di euro, +45% rispetto ai 21,6 miliardi attuali. “Il prossimo passo per rilanciare il settore del lavoro domestico  nel post Covid-19 – prosegue Gasparrini – è la deducibilità del 15% della retribuzione per i collaboratori domestici e del 30% della retribuzione per le badanti. Gli oneri contributivi a carico delle famiglie datori di lavoro domestico sono un altro ostacolo all’emersione dal nero, è necessario adottare politiche che alleggeriscano il carico fiscale, riducendo il divario tra il costo di un lavoratore regolare e quello di uno irregolare”.

Regolarizzare lavoratori domestici immigrati

Regolarizzare lavoratori domestici immigrati

“Il governo regolarizzi immediatamente tutti gli immigrati impegnati come lavoratori domestici in Italia. Del 1,2 milioni di lavoratori irregolari, sono circa 200 mila quelli privi di permesso di soggiorno impegnati ogni giorno nell’aiutare le nostre famiglie nella cura dei nostri anziani. Ogni giorno ci aiutano a mantenere in piedi la nostra vita sociale e familiare – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – e ora sono invisibili agli occhi del Governo”.

Continua “Per rilanciare il settore nel post Covid-19, DOMINA propone incentivi fiscali alle famiglie, con una deducibilità del 15% della retribuzione per i domestici e del 30% della retribuzione per le badanti. Inoltre, reinventare il comparto deve avere anche l’obiettivo anche di contrastare un’evasione fiscale storica: si tratta di facilitare all’Agenzia delle Entrate l’accesso al dato retributivo relativo alle dichiarazioni di assunzioni che le famiglie rilasciano all’INPS. In questo modo l’Agenzia delle Entrate può inviare direttamente al lavoratore la relativa dichiarazione precompilata, consentendo allo Stato di recuperare una buona percentuale dell’evasione relativa a questo settore: sono molti infatti i lavoratori domestici che eludono le dichiarazioni dei redditi.

La terza proposta DOMINA pone l’attenzione sulla difficoltà di regolarizzare i lavoratori extra-comunitari senza permesso di soggiorno già presenti in Italia. L’adozione di permessi di soggiorno temporanei legati al contratto di lavoro domestico consentirebbe un’ulteriore emersione di forme irregolari di lavoro. La regolarizzazione dei lavoratori e l’intensificazione dei controlli, parallelamente alla realizzazione di politiche attente alle esigenze delle famiglie, sono alcune delle sfide da affrontare in un settore destinato ad avere un peso crescente nel nostro paese”.

Coronavirus, il Lazio apre all’indennità per colf e badanti.

Dopo la Sardegna, anche la regione Lazio apre agli ammortizzatori sociali per i lavoratori domestici. In attesa dei provvedimenti del Governo a favore del settore del lavoro domestico, la regione Lazio avvia i contributi straordinari per colf e badanti.

Qual è l’importo del contributo e quali sono i requisiti per richiederlo?

Per i lavoratori domestici sono previste due tipologie di contributi:

  • contributo una tantum di 600 € (nel caso di almeno un impiego contrattualizzato per oltre 25 ore/mese);
  • contributo una tantum di 300 € (nel caso di almeno un impiego contrattualizzato fino a 25 ore/mese).

Le indennità per colf e badanti sono destinate ai lavoratori che hanno subito una sospensione o una cessazione dell’attività lavorativa a causa dell’emergenza Covid-19. I lavoratori domestici, per richiedere il contributo, dovranno avere almeno un contratto attivo alla data del 23 febbraio 2020.

In caso di cessazione il lavoratore domestico dovrà allegare alla domanda di richiesta del Bonus la comunicazione di cessazione all’INPS. Per sospensione si intende invece l’aspettativa senza retribuzione. In questo caso dovrà essere allegata alla domanda di Bonus l’autocertificazione (ai sensi del DPR 445/2000) resa da parte della stessa persona che si candida (oppure una autocertificazione da parte del datore di lavoro domestico che sospende il servizio). Per la documentazione necessaria all’inoltro delle domande telematiche potete consultare il riepilogo delle informazioni e degli allegati richiesti dalla regione Lazio.

Questa azione di supporto rientra all’interno di un avviso multimisura della regione Lazio che prevede contributi economici a sostegno dei lavoratori più svantaggiati e persone in condizioni di difficoltà economica.

Il Piano della regione prevede una rafforzamento delle attività di informatizzazione, attraverso una piattaforma per l’inoltro delle candidature online. Questa procedura servirà per semplificare le comunicazioni e rendere più rapida l’erogazione dei contributi anche a chi risiede in zone periferiche del Lazio. Le domande per la richiesta dell’indennità per colf e badanti potranno essere inviate telematicamente a partire dal 5 maggio sulla piattaforma generazioneemergenza.laziodisco.it

Per dubbi sulla gestione del rapporto di lavoro domestico durante l’epidemia da Covid19 vi invitiamo a visitare la pagina FAQ sul nostro sito. Vi ricordiamo che la Cas.Sa.Colf ha attivato nuove prestazioni per i lavoratori domestici legati all’emergenza sanitaria che sta vivendo il nostro paese.

COVID-19, LE PARTI SOCIALI POTENZIANO LA CASSACOLF PER SOSTENERE IL LAVORO DOMESTICO

Per fronteggiare gli effetti della pandemia, in attesa del varo del prossimo Decreto Legge con misure a supporto degli 860mila lavoratori domestici regolari del comparto, scende in campo la bilateralità. Le Parti Sociali firmatarie della contrattazione nazionale di settore, hanno convenuto di rispondere ai numerosi bisogni del comparto stanziando 6 milioni di Euro erogando prestazioni sanitarie integrative legate all’emergenza Covid-19 attraverso la cassa di assistenza sanitaria integrativa di settore CAS.SA.COLF, con decorrenza dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2020.

Art. 1 – PRESTAZIONI PER I POSITIVI AL COVID-19

La CAS.SA.COLF provvede a corrispondere ai dipendenti iscritti:

  • Indennità giornaliera in caso di ricovero
  • Indennità giornaliera in caso di convalescenza
  • Indennità per figli a carico
  • Rimborso per materiale sanitario riabilitativo
  • Rimborso per visite domiciliari

Di seguito le specifiche per singole prestazioni.

In collaborazione con UniSalute, in caso di ricovero con pernottamento in strutture ospedaliere, si riconosce al lavoratore iscritto la corresponsione di un’indennità di € 40,00 per ogni notte di ricovero per un periodo non superiore a 50 giorni annui (1.1.).

La CAS.SA.COLF, in collaborazione con UniSalute, secondo le prescrizioni dei sanitari, qualora si renda necessario un periodo di isolamento domiciliare, eroga al lavoratore un’indennità di € 40,00 al giorno per un periodo non superiore a 14 giorni annui.  La diaria giornaliera per isolamento domiciliare sarà corrisposta se l’iscritto non ha subito un ricovero (1.2.).

In aggiunta al punto 1.1. e al punto 1.2.,  la CAS.SA.COLF, , riconosce una diaria giornaliera di € 40 per un periodo non superiore a 14 giorni annui, per i lavoratori che abbiano almeno un figlio minorenne anagraficamente convivente risultante dallo stato di famiglia.

La CAS.SA.COLF, rimborsa tutti i materiali sanitari utilizzati per il periodo di cura domiciliare (farmaci, bombole di ossigeno e saturimetro), a seguito di presentazione di apposita documentazione che comprova l’acquisto del materiale e la prescrizione del medico curante (1.4.). La disponibilità una tantum questa  garanzia è di € 200,00 per iscritto.

In caso di visite domiciliari o extradomiciliari da parte di personale medico o infermieristico per interventi resi necessari per contrastare l’epidemia, la CAS.SA.COLF riconosce al lavoratore, in aggiunta alla prestazione delle visite specialistiche di cui all’art.7.4., un rimborso entro il limite complessivo di 100,00 euro annui sia erogate dal servizio sanitario nazionale che da privati (1.5.).

Quali documenti medici servono per la richiesta dell’articolo 1?

Per l’attivazione delle garanzie è necessario il referto del tampone che attesti la positività al virus COVID-19, rilasciato dalle Autorità competenti e la dichiarazione sostitutiva dello stato di famiglia (Allegato A) solo per la prestazione Art.1.3. e il modulo richiesta prestazioni covid-19 (Allegato B) compilato nei campi per i quali si intende richiedere la prestazione.

Art. 2 – PRESTAZIONI DI PREVENZIONE PER SOSPETTO COVID-19

Nel caso in cui al lavoratore venga assegnato un provvedimento (certificato medico) per un periodo di quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare, viene riconosciuta una diaria di € 40 al giorno fino ad un massimo di 14 giorni annui (2.1.).

Quali documenti medici servono per la richiesta dell’articolo 2?

Per avere diritto alla prestazione, il lavoratore dovrà inviare a CAS.SA.COLF il certificato con gli estremi del provvedimento e il modulo richiesta prestazioni covid-19 (Allegato B) compilato nei campi per i quali si intende richiedere la prestazione.

Art. 3 – PRESTAZIONI DI GENITORIALITÁ

Aggiunte prestazioni dedicate a lavoratrici madri per situazioni di disagio dovute all’emergenza COVID-19.

La CAS.SA.COLF, rimborsa fino a € 200,00 una tantum per:

  • le spese sostenute per finalità di istruzione, scolastica o per servizi di baby sitting, per figli a carico o conviventi, fino al compimento del quinto anno di età, iscritti all’asilo o alla scuola dell’infanzia, o ospitati da centri diurni a carattere assistenziale (1.);
  • le spese per l’assistenza domiciliare ai figli a carico o conviventi, che siano in condizione di non autosufficienza, fino al compimento del diciottesimo anno di età (2.);
  • per bonus spesa, e cioè, fornitura di prodotti alimentari ovvero rimborso delle spese sostenute per le necessità di alimentare i figli fino al compimento del diciottesimo anno di età a carico o conviventi (3.).

Queste prestazioni (3.1., 3.2. e 3.3.) sono cumulabili fino ad arrivare alla concorrenza del massimale di € 200,00 complessivi.

Quali documenti medici servono per la richiesta dell’articolo 3?

Per avere diritto alle prestazioni, il lavoratore dovrà inviare a CASSACOLF la dichiarazione sostitutiva dello stato di famiglia (Allegato A) e il modulo richiesta prestazioni covid-19 (Allegato B).

PRESTAZIONI PSICOLOGICHE – PSICOTERAPEUTICHE E VIDEOCONSULTO MEDICO

La CAS.SA.COLF, ha previsto anche un rimborso fino a € 400,00 per la frequentazione di sedute presso uno studio psicologico o presso uno studio psicoterapeutico (Art.4, allegato B, allegato C). Inoltre, considerata la sospensione di gran parte delle visite specialistiche presso le unità sanitarie locali e la chiusura di molti poliambulatori sul territorio, UniSalute ha lanciato il nuovo servizio di video consulto specialistico nelle varie discipline mediche (Art.5).

CONTRIBUTI PER ACCESSO ALLE PRESTAZIONI

Al fine di favorire l’accesso alle prestazioni, la CAS.SA.COLF, in deroga al regolamento attuale, richiede la presentazione di almeno 2 trimestri di contribuzione, la cui somma non deve essere inferiore ad € 8. Essendo stato sospeso il pagamento dei contributi di assistenza contrattuale, verranno accettati i trimestri precedenti (saranno presi a riferimento il 3° ed il 4° trimestre 2019 mediante verifica dei MAV).

Come richiedere le prestazioni?

I lavoratori iscritti alla CAS.SA.COLF, per richiedere le prestazioni, dovranno effettuare le comunicazioni alla stessa solo tramite e-mail all’indirizzo pratichecovid@cassacolf.it per informazioni sarà possibile contattare il numero verde 800 1000 26. La richiesta, corredata dalla documentazione prevista, deve essere inviata dal Lavoratore iscritto entro 12 mesi dalla conclusione dell’evento a pena di decadenza. Il pagamento delle prestazioni avverrà solo ed esclusivamente attraverso accredito (bonifico) su c/c bancario, postale o carta ricaricabile intestato al richiedente.

“Per maggiori dettagli vi invitiamo a scaricare l’infografica con le prestazioni, a leggere il documento completo dell’integrazione al regolamento CAS.SA.COLF 2020 cliccando sull’anteprima che trovate nella pagina e a prendere visione della modulistica (allegato Aallegato Ballegato C).

prestazioni-covid19-cassacolf-lavoro-domestico
Integrazione-REG-CASSACOLF-Appendice-COVID19