1° Rapporto annuale sul lavoro domestico

Presentazione 1° Rapporto Annuale sul lavoro domestico DOMINA

 

DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico presenta il “1° Rapporto Annuale sul lavoro domestico. La pubblicazione, realizzata dall’Osservatorio Nazionale DOMINA sul lavoro domestico in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa, attraverso l’analisi qualitativa e quantitativa, esamina i risvolti sociali ed economici del settore a livello locale, nazionale e internazionale.

Il Convegno per la presentazione del Rapporto si terrà il 12 dicembre 2019 a Roma presso la Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani (Via della Dogana Vecchia, 29 – Senato della Repubblica).

L’evento è a numero chiuso, per partecipare sarà necessario registrarsi inviando il proprio nominativo all’indirizzo e-mail segreteria@associazionedomina.it. Per coloro che non potranno prendere parte all’evento sarà possibile seguire la diretta sul canale Youtube SenatoItaliano e gli aggiornamenti sul profilo Twitter @lavorodomestico.

 

Le dimensioni del fenomeno. Nel 2018 presso le famiglie italiane sono assunti in regola 859.233 lavoratori domestici (colf, badanti, babysitter, etc.). Dal Rapporto Annuale DOMINA sul lavoro domestico si osserva che l’andamento delle assunzioni negli anni è stato influenzato fortemente da misure amministrative e normative, in particolare la c.d. sanatoria del 2012. Il dato allarmante è che nonostante l’invecchiamento della popolazione e la contrazione dei servizi pubblici di assistenza il numero complessivo dei lavoratori domestici regolari è diminuito quasi del 13% dal 2009.

 

I partecipanti riceveranno una copia cartacea del Rapporto annuale 2019 e le infografiche con i dati principali emersi dall’analisi del settore. In questa pagina è possibile scaricare il programma del Convegno e la privacy dell’evento.

Lavoratrice domestica condannata, il punto di DOMINA

L’Associazione datoriale DOMINA esprime piena solidarietà alla lavoratrice domestica che si è vista anche condannare alle spese dalla Suprema Corte di Cassazione, dopo aver respinto e denunciato il familiare della sua assistita che, insistentemente e sotto minaccia, le manifestava attenzioni e richieste di carattere sessuale.

Gli Ermellini hanno deciso che se il datore di lavoro o un suo familiare si permette di avere delle attenzioni nei confronti della lavoratrice domestica, corredata da un’offerta di denaro e dalla minaccia di licenziamento in caso di rifiuto, non comportano il reato di tentata violenza sessuale.

“Quanto stabilito dalla recente sentenza della Corte di Cassazione mette in forte difficoltà l’intero settore del lavoro domestico”, afferma Lorenzo Gasparrini – Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico: “Il panorama dei reati compiuti nell’ambito domestico durante un rapporto di lavoro è variegato e annovera vari livelli di gravità. Si spazia, infatti, dai più comuni furti di beni preziosi (soldi, gioielli, pellicce), generi alimentari e detersivi. Fino ad arrivare, decisamente più gravi, a danneggiamenti, maltrattamenti, violenze o stalking”. Continua Lorenzo Gasparrini: “I fatti di cronaca raccontano che i reati avvengono sia nei confronti del datore di lavoro sia nei confronti del lavoratore, e nonostante DOMINA sia un’Associazione datoriale, non può tollerare o semplicemente avallare alcun comportamento “opaco” da parte della nostra categoria o situazioni di ‘grottesco squallore’ così come sono state rubricate dalla Suprema Corte”.

Conclude Lorenzo Gasparrini: ”Per fortuna, questi sono casi isolati poiché la maggior parte dei rapporti di lavoro domestico sono caratterizzati dalla serenità e dal rispetto reciproco delle parti”.