Lavoro domestico e Coronavirus, la Sardegna apre all’indennità per colf e badanti.

Lavoro domestico e Coronavirus, la Sardegna apre all’indennità per colf e badanti.

Il 26 marzo 2020 a Cagliari sono stati definiti gli interventi regionali integrativi e le modalità applicative in Sardegna degli ammortizzatori sociali in deroga per affrontare l’emergenza sanitaria, economica e sociale causata dall’epidemia da Coronavirus. “Siamo contenti di apprendere – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA – che tra le misure integrative è prevista una indennità per colf e badanti la cui attività lavorativa è stata sospesa”. La Regione Autonoma della Sardegna, attraverso l’Assessorato Regionale del Lavoro e l’Agenzia Regionale del Lavoro (ASPAL), istituirà, per i lavoratori domestici che abbiano avuto sospesa senza retribuzione la propria prestazione, un contributo una tantum a domanda individuale nella misura di 600 Euro. L’importo sarà proporzionalmente ridotto in base alle ore di lavoro previste contrattualmente e da essi non prestate nel mese di marzo, con ragguaglio a una misura intera in questo caso convenzionalmente rapportata ad un orario standard di 40 ore settimanali.
L’Accordo quadro cita anche i lavoratori pagati con i voucher. Per i collaboratori familiari retribuiti con il sistema dei voucher, si farà riferimento al mancato utilizzo degli stessi nel mese di marzo in comparazione all’uso medio fatto nel trimestre precedente, per autorizzare l’erogazione di un’indennità di importo proporzionato, nel limite massimo di 600 Euro, convenzionalmente ad un orario standard di 40 ore settimanali.
“Questa indennità  – prosegue Gasparrini – consentirà a datori e lavoratori domestici di non essere ulteriormente gravati nei propri risparmi in questo periodo di crisi. Ci auguriamo che questa misura rappresenti una ulteriore spinta per il  Governo all’immediata revisione dei testi normativi che abbiamo chiesto attraverso un Avviso comune nei giorni scorsi. È necessario includere i lavoratori domestici e i datori tra i destinatari dei sostegni al reddito”.
Ricordiamo a tutti gli operatori del settore del lavoro domestico che l’Associazione DOMINA ha redatto un Vademecum per facilitare il più possibile la gestione dei rapporti di lavoro. Inoltre, nel sito è disponibile la sezione Lavoro domestico e Coronavirus, DOMINA risponde. Qui abbiamo dato risposta ai dubbi e alle  domande più frequenti delle famiglie e dei lavoratori domestici.

COVID-19, DOMINA incontra il Ministro Elena Bonetti

COVID-19 e lavoro domestico, programmato incontro con il Ministro Bonetti

Incontro tra il Ministro Elena Bonetti con sindacati e associazioni datoriali: colf e badanti siano tra i destinatari del sostegno al reddito previsto dal DL “Cura Italia”.

Roma, 26 marzo 2020 – Si registra positivamente il confronto sulla situazione del lavoro domestico che avverrà domani tra il Ministro delle pari opportunità e famiglia Elena Bonetti e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf e dalle associazioni datoriali di settore DOMINA e Fidaldo – tutte firmatarie del contratto collettivo nazionale del lavoro domestico.
Ringraziamo il Ministro Bonetti per l’attenzione e la sensibilità nel raccogliere immediatamente l’appello formulato con l’Avviso Comune trasmessa al Presidente del Consiglio Conte, ai dicasteri interessati e all’Ilo, –  commenta il segretario generale di DOMINA – all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ultimo DL Cura Italia”.
Non sappiamo ancora per quanto le famiglie potranno continuare a retribuire con i loro risparmi i lavoratori domestici che hanno sospeso il rapporto di lavoro.
L’apertura ai lavoratori domestici colf e badanti a qualsiasi forma di integrazione al reddito è inderogabile per evitare che oltre 2 milioni di lavoratori perdano il lavoro nel prossimo mese”.
Il settore produce circa l’1,3% del PIL (18,96 miliardi di euro di Valore Aggiunto) e consente allo Stato di risparmiare “6,7 miliardi” per la cura e il ricovero degli anziani in struttura, costi sostenuti dalle famiglie italiane per complessivi 7,3 miliardi di euro all’anno tra retribuzioni, tfr e contributi.

Lavoro domestico, avviso comune COVID-19

L’epidemia di Coronavirus ha colpito duramente l’Italia e tutto il comparto del lavoro domestico ne sta risentendo. DOMINA, si è attivata insieme alle altre parti firmatarie del CCNL sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico per richiedere misure urgenti nel settore in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 sull’intero territorio nazionale.

Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILTuCS e Federcolf per parte lavoratori e DOMINA e FIDALDO, costituita dalle associazioni Assindatcolf, Nuova Collaborazione, ADLD e ADLC, per parte datori di lavoro, in qualità di parti firmatarie del C.C.N.L. sulla disciplina del lavoro domestico, ritenuto che:

  • nel 2018 sono circa 2 milioni i lavoratori domestici presenti nelle famiglie italiane di cui solo 859.233 i lavoratori domestici regolari secondo la fonte INPS (53% colf, 47% badanti) con un tasso di irregolarità del 58%. Si tratta di una componente che, complessivamente, produce circa l’1,3% del PIL (18,96 miliardi di euro di Valore Aggiunto);
  • contando solo le badanti, le famiglie spendono annualmente 7,3 miliardi di euro (retribuzioni, TFR, contributi). Senza questo apporto, lo Stato dovrebbe sostenere costi più elevati per la cura e per il ricovero degli anziani in struttura. Questo comporterebbe una spesa assistenziale aggiuntiva netta di 6,7 miliardi;
  • circa il 71,4% del settore è costituito da lavoratori immigrati e in molti sono privi di una rete familiare sul territorio. La paura del contagio, lo smart working e le difficoltà negli spostamenti stanno mettendo in ginocchio il settore spingendo le famiglie ad interrompere il rapporto di lavoro coi propri collaboratori. Inoltre, molti lavoratori domestici in regime di convivenza stanno perdendo il lavoro, la retribuzione e anche il vitto e l’alloggio previsto dal contratto, con l’impossibilità di tornare nei Paese di origine a causa delle chiusure delle frontiere;
  • per i lavoratori domestici non sono previsti ammortizzatori sociali in deroga in caso di sospensione del rapporto di lavoro, rendendoli così lavoratori più discriminati davanti a questa crisi emergenziale, senza un reddito per un lungo periodo.

Tutto ciò premesso le parti firmatarie del presente avviso comune convengono di chiedere al Governo di includere i lavoratori del settore domestico come destinatari degli ammortizzatori sociali di sostegno in deroga e degli strumenti di integrazioni al reddito al fine di salvaguardare la continuità del rapporto e del reddito.

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Sospensione versamento contributi INPS lavoro domestico

Tra i nuovi provvedimenti del Governo per far fronte all’emergenza Coronavirus, è stata adottata anche la sospensione dei contributi previdenziali. Tutti coloro che hanno assunto colf, badanti o babysitter alle proprie dipendenze, avranno tempo fino al 10 giugno per versare i contributi INPS da lavoro domestico.

Il versamento previsto dall’1° al 10 aprile slitta dunque di quasi tre mesi. Questa sospensione vale anche per il pagamento dei contributi dovuti in caso di licenziamento del lavoratore domestico: normalmente il datore è tenuto a versare i contributi INPS entro 10 giorni dalla cessazione del rapporto, ma anche questo termine è sospeso fino al 10 giugno.

Tutte le famiglie datori di lavoro domestico che hanno necessità di interrompere il rapporto di lavoro in questo periodo, potranno farlo normalmente. Infatti, il blocco dei licenziamenti imposto con il Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18 NON include il settore del lavoro domestico. In caso di licenziamento il vostro lavoratore domestico potrà richiedere l’indennità Naspi (la procedura di richiesta è indicata sul sito INPS).

Vi riportiamo di seguito il testo dell’articolo del Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18, che sospende i termini di pagamento dei contributi previdenziali.

Art. 37
(Sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i lavoratori domestici)

    1. Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio
      2020 al 31 maggio 2020 Non si fa luogo al rimborso dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già versati. I pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi del presente articolo, sono effettuati entro il 10 giugno 2020,senza applicazione di sanzioni e interessi
    2. I termini di prescrizione di cui all’articolo 3, comma 9, della legge 8 agosto 1995 n. 335, sono sospesi, per il periodo dal 23 febbraio 2020 al 30 giugno 2020 e riprendono a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine del periodo.

Per facilitare la gestione del rapporto di lavoro domestico durante l’epidemia di Coronavirus l’Associazione DOMINA ha elaborato un Vademecum per il lavoro domestico.  Vi invitiamo a leggerlo e a condividerlo con altre famiglie datori di lavoro domestico.